Política comunal. Mujeres de barrio produciendo lo común en Ciudad de México
César Enrique Pineda
Universidad Nacional Autónoma de México Ciudad
Universitaria, Ciudad de México, 2025 - 340 pp.
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Questo lavoro approfondisce l'esperienza di un'organizzazione di base
indipendente a Città del Messico ed esamina il suo contributo emancipatorio, radicato nell'autonomia comunitaria. Enrique Pineda, che ha sviluppato la ricerca che ha dato origine a questo libro, vanta una solida esperienza nello studio dei movimenti di base. Ha esplorato, sia a livello teorico che pratico, le implicazioni dei processi di autonomia che, al di là dei loro problemi e delle loro contraddizioni, prefigurano già un mondo diverso da quello imposto dal patriarcato, dal colonialismo e da un capitalismo vorace e predatorio. Uno dei suoi meriti è quello di aver rotto con i canoni ristretti per intravedere il potenziale emancipatorio delle organizzazioni di base che stanno creando nuove economie e nuove politiche.
Nel 1994, un folto gruppo di famiglie occupò nove ettari di terreno nel bel mezzo di un'area mineraria nella zona orientale, povera ed emarginata, di Città del Messico. Il terreno era remoto, improduttivo, in parte utilizzato come discarica e situato in una zona soggetta a intense tempeste di sabbia. Giovani famiglie con bambini in braccio. Famiglie senza fissa dimora. Forse non sospettavano che la ricerca di una casa propria avrebbe cambiato radicalmente le loro vite e che si sarebbero trasformate in una comunità urbana, forse la più importante dell'America Latina. Non potevano immaginare, allora, di diventare un movimento che costruisce e organizza comunità come forma di lotta.
Tre decenni dopo, quelle terre sono diventate la Cooperativa Acapatzingo, una
comunità caratterizzata da una particolare forma di ricchezza: basata sulla cooperazione, la collaborazione, la reciprocità e l'organizzazione dei membri più poveri della società. Questa comunità è riuscita a costruire, dal nulla, una nuova comunità che prende decisioni per assemblea, ha una propria stazione radio, un proprio sistema di sicurezza interno, i propri operatori sanitari, una propria scuola superiore di comunità, i propri orti collettivi, i propri impianti di depurazione dell'acqua, i propri lampioni solari e i propri spazi comuni, in gran parte realizzati attraverso l'autogestione. Ha eretto centinaia di case dal nulla, il tutto nel bel mezzo di un'area degradata, precarizzata, emarginata ed estremamente violenta.
Questo libro è la storia di queste famiglie e di questa comunità. Ed è la testimonianza che, anche di fronte a condizioni molto avverse, è possibile costruire uno stile di vita dignitoso, libero e solidale.

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