Il Progetto

ECOR è l'acronimo, per varie lingue, di "Estrattivismo, Conflitti, Resistenze". 
ECOR.Network  è un portale che nasce come spazio di dibattito e approfondimento sull'aggressione del profitto contro i territori di tutto il mondo e di informazione dai movimenti di resistenza.

Si occupa di tutte le forme di espropriazione attuate -  in contesti sia rurali che urbani - in funzione dell’accumulazione di capitale, con tutti i loro annessi in termini di devastazione ecosistemica e sociale.
Una devastazione che avanza con la continua espansione dell'estrazione mineraria e dei combustibili fossili, con l'estendersi della frontiera agroindustriale - che distrugge foreste, ecosistemi, biodiversità e civiltà contadine - col proliferare della speculazione urbana, o della costruzione di grandi reti infrastrutturali funzionali alla spoliazione sia di comunità locali che di interi continenti.

Riteniamo che sia fondamentale comprendere la portata mondiale dei fenomeni, analizzando il ruolo degli Stati come guardiani e garanti di questi processi e come artefici delle strategie di pacificazione dei conflitti che ne derivano, dove per pacificazione si intende la riduzione delle popolazioni conflittuali ad uno stato di ‘sottomissione pacifica’ anche attraverso la guerra e i poteri di polizia.
Oltre a conoscerle vogliamo amplificare le voci di chi si oppone e sostenerne le lotte.
A questo fine il portale promuove occasioni di dibattito, collegamenti, campagne di solidarietà.
Offre un catalogo virtuale che si arricchisce quotidianamente per facilitare l'accesso ad articoli, saggi, documentari e dossier, prodotti a livello internazionale da movimenti e centri di ricerca. Produce analisi e materiali multimediali propri.

A CHI SI RIVOLGE ECOR.NETWORK

ECOR.Network si rivolge a chiunque lotti e produca conoscenza contro l'estrattivismo e contro le strategie di pacificazione usate per sconfiggere le resistenze delle popolazioni alle devastazioni dei territori: movimenti, docenti e ricercatori,  organizzazioni,  avvocati dei Legal Team di tutto il mondo.
 

DA DOVE NASCE ECOR.NETWORK

Nell'ottobre 2018 si è tenuto a Borgagne di Melendugno (LE)  il workshop internazionale “Policing Extractivism: Security, Accumulation, Pacification”, organizzato dal Transnational Institute, dalla Associazione Bianca Guidetti Serra, dal Movimento No TAP e dall'UniSalento.
Ricercatori universitari e militanti dei movimenti territoriali provenienti da vari paesi della vecchia Europa e delle Americhe hanno raggiunto il Salento per condividere teorie, ragionamenti ed esperienze.

Al centro del dibattito l'aggressione del profitto contro territori, i suoi abitanti e la natura, l’uso dei poteri di polizia all’interno del processo estrattivista e la critica delle politiche securitarie al servizio dei processi di accumulazione.
Al temine di tre giorni di confronto si è enunciata la volontà di "
lanciare una rete per mettere in connessione e condividere informazioni ed esperienze pratiche di chi oggi nelle università e nei centri di ricerca, approfondisce le caratteristiche dei modelli di pacificazione e repressione connessi all'estrattivismo, assieme ai movimenti e alle comunità che resistono allo sfruttamento speculativo dei territori e ne subiscono le conseguenze. Una rete di collaborazione scambio e apprendimento reciproco su vertenze e lotte comuni a livello locale e a livello internazionale."
ECOR.Network vuole essere la realizzazione di questa volontà.

Il portale è la continuazione del workshop con altri mezzi.


I NOSTRI OBIETTIVI:

  • Mantenere il dibattito iniziato durante il workshop ed estenderlo.
  • Mettere a disposizione dei movimenti strumenti di lettura della portata mondiale di fenomeni.
  • Analizzare, collocare teoricamente e caratterizzare l’entità dell’attacco del profitto contro i territori, l’aumento della sua intensità a livello      internazionale.
  • Descrivere il rapporto causa/effetto tra politiche estrattiviste e cambiamenti climatici.
  • Fornire una cognizione di insieme dei fenomeni repressivi e delle strategie di pacificazione contro i movimenti antiestrattivisti. Confrontare le modalità che assumono a livello internazionale la repressione e il controllo, identificarne le nuove tendenze.
  • Rendere più facile la conoscenza e il collegamento fra le comunità aggredite.
  • Confrontare le pratiche di resistenza.
13 agosto 2020 (pubblicato qui il 07 maggio 2021)