*** Video-Documentario ***

I nemici del popolo

di Andrea Marinelli


I nemici del popolo
Documentario
Regia di Andrea Marinelli
Italia - Olanda - Ecuador, 2026, 72'.
Premio ‘Ambiente e Società’ al Cinemambiente’ di Torino.


Il film è una favola nera, come nero è il petrolio che fa ombra a storie ancora senza una fine. Storie che cercano un futuro, là dove il tempo sembra essersi fermato e dove il progresso ha fallito. La ricerca di un professore italiano con cattedra in Olanda, da oltre 15 anni testimone degli impatti sociali e ambientali che l'estrazione petrolifera porta con sé, ci accompagna nell' Amazzonia sempre percepita come fondamentale per il pianeta ma lontana.

Attraverso i suoi viaggi e i suoi ricordi, l’ombra, la faccia oscura nascosta in quella meraviglia di biodiversità, diventa visibile: lo sfruttamento inarrestabile che assume forme sempre diverse; il sacrificio e la lotta delle comunità per preservare la propria identità e la propria terra. Seguendo quell’ombra che si estende e lascia le sue cicatrici, lo sguardo arriva a posarsi sull'Italia. La prospettiva cambia: siamo tutti coinvolti. Il petrolio diventa la misura del disagio, la metafora dell'oscurità e del deterioramento declinabile in ogni forma.

Con una visione politico-estetica inusuale per l'Italia attuale, la narrazione diventa un attraversamento di occhi, mani, voci che si vorrebbero far tacere, cancellare ma che invece parlano forte nella solitaria resistenza contro una realtà distorta che pochi riescono a vedere...

Tra loro, una ragazza lucana, un'artista che dopo la Laurea, decide di andarsene da Bologna e tornare a casa sua, in Basilicata. Rientrando, non trova più ciò che ha lasciato. Trova muri e la difficoltà nel riconoscersi. Sceglie l'impegno per creare nuova memoria. Ispirandosi a Ibsen, trasforma voci e pensieri del suo territorio in disegni. Traccia le figure di tutti i “nemici del popolo” che contrastano i giganti del petrolio e che resistono, ognuno a proprio modo, attraverso musica, arte, attivismo, attività accademica. Nell’intreccio crescente e nell'unione tra le singole battaglie, il sogno che la bellezza possa prevalere ancora sul cancro è più forte dei rischi e degli abusi. Accade così che, in questa favola nera, un testo di finzione si mostri come la realtà stessa.

 


  Video  Intervista ad Andrea Marinelli                                         


Nuovo film documentario "i Nemici del Popolo" di Andrea Marinelli: premio al festival "Cinemambiente Torino"

Comunicato stampa da Vivere Ancona
9 giugno 2026


Parte bene, con un premio già all'anteprima nazionale, il percorso-festival del bel film documentario "I NEMICI DEL POPOLO", per la regia di Andrea Marinelli, al principale festival di cinema ecologico d'Italia "Cinemambiente Torino", presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino, al Cinema Massimo: menzione speciale "Ambiente & Società" ottenuta Domenica 6 Giugno, durante la premiazione.

Il film sarà ufficialmente distribuito ad inizio autunno, mentre durante l'estate si muoverà tra diverse anteprime regionali in vari festival italiani, ma anche nel resto d'Europa.

Attraverso l'indagine su crimini ambientali in Basilicata, operati da medesimi soggetti finanziari transnazionali e dell'industria di estrazione petrolifera, attivi nell'Amazzonia Ecuadoriana ed altre zone d'Italia, come in Abruzzo o a Falconara Mma nelle Marche, si testimonia la volontà di resistere ed aggregarsi da parte di attivisti in diverse regioni italiane. Ma il film documentario rivela anche un linguaggio audiovisivo aggiornato, poetico e meditato, nelle forme di racconto per immagini di tali vicende, con un'estetica matura e lo sviluppo di uno stile personale ormai riconoscibile da parte dell'amico fraterno Andrea Marinelli (sin dai tempi della nostra collaborazione nel Cineclub Rossellini Ancona degli anni '90) e di tutto il suo gruppo marchigiano di ricerca socio-politica, montaggio, grafiche, musiche, e con l'apporto di spunti creativi dalla Lucania.

Brani liberamente tratti dall'opera teatrale "un Nemico del Popolo" di Henrik Ibsen.

Un ringraziamento sentito all'altro anconetano, anch'egli amico di lunga data, il Prof. Lorenzo Pellegrini, che dall'Università di Rotterdam dove insegna, ha contribuito in modo fondamentale con ricerche e finanziamenti olandesi, a rendere possibile la realizzazione del film. Per il resto, il film è quasi totalmente auto-finanziato da Andrea, con la sua società marchigiana "Immagina", e con le collaborazioni tecnico-artistiche volontarie delle altre maestranze marchigiane e degli attivisti Lucani.

Al film, non partecipano istituzioni pubbliche nazionali o regionali italiane.

Originale da Vivereancona.it - QUI


“I nemici del popolo”, nel documentario di Andrea Marinelli la voce di chi resiste al potere del petrolio

di Giusi Cavallo - Basilicata24.it
6 giugno 2026



“I nemici del popolo” è il titolo del documentario del regista Andrea Marinelli, scritto con Lorenzo Pellegrini [presentato al Festival CinemaAmbiente di Torino lo scorso 5 giugno]. Una narrazione che unisce due terre lontane, l’Amazzonia e la Basilicata, attraverso le voci di attivisti e cittadini sentinelle che resistono e provano a opporsi all’industria delle estrazioni petrolifere.

A spiegarci chi sono “I nemici del popolo” è il regista, alla vigilia della prima del suo documentario. “Il titolo trae ispirazione da Un nemico del popolo, dramma teatrale di Henrik Ibsen. Nel testo del drammaturgo norvegese il nemico del popolo è un medico che vive in una cittadina economicamente depressa in cui vengono scoperte delle acque termali “benefiche” che porteranno richezza e benessere. Il medico scopre e denuncia che quelle acque sono molto inquinate e dunque pericolose per la salute, ma invece di essere supportato verrà considerato dai suoi concittadini un “nemico del popolo”.

Ed ecco che la finzione teatrale, di un testo scritto nell’ottocento,  si sovrappone, oggi, alla realtà di terre in cui le voci che esprimono dissenso, denunciano e resistono spesso sono percepite come “nemiche”.

L’autore del documentario non punta i riflettori sulle compagnie petrolifere, o meglio non lo fa in maniera diretta, “ma di riflesso”, attraverso le testimonianze e il racconto di chi le estrazioni petrolifere le ha subite: “agricoltori e allevatori che magari hanno dovuto smettere di produrre formaggi o ortaggi perché l’acqua che serviva per abbeverare o irrigare è inquinata”; o di chi, o attivisti e cittadini sentinelle, non si è fatto “sedurre” dalle sirene delle multinazionali.

Le voci raccolte da Marinelli, si contrappongono al racconto di chi, invece, si è fatto convincere che le estrazioni petrolifere avrebbero portato benessere, sviluppo, ricchezza.

Il regista marchigiano racconta “chi resiste al potere del petrolio”:  attivisti che con analisi alla mano, dati, ricerca e studio raccontano un’altra storia, fatta di inquinamento ambientale, salute messa a rischio; giornalisti che non hanno ceduto alle lusinghe delle multinazionali e che raccontano i retroscena legati all’industria estrattiva; giovani che hanno deciso di ritornare per contribuire, nel loro piccolo, a diffondere l’idea che, no, il petrolio e il potere che si porta dietro, non può spegnere tutte le voci.

Durante le riprese in Basilicata, tante sono le persone che hanno affidato al regista i loro racconti, le loro esperienze, i dolori, la solitudine in cui si sono spesso trovati in questa battaglia, che se pure combattuta ad armi impari, spesso è diventata un’ostinata scelta di vita. Voci spesso isolate che però- spiega Marinelli- sono legate tutte dall’amore incondizionato per la loro terra e dalla voglia di esserne parte attiva anche raccontandone le storture.

“Alcune delle persone lucane protagoniste del documentario verranno a Torino -dice Marinelli-e questo mi riempie di gioia; ma per chi, per ovvie ragioni non potrà esserci, ci sarà una presentazione anche in Basilicata a luglio, e magari speriamo di farne anche più di una. Intanto-conclude- a tutte e tutti loro va il mio grazie per avermi dato la possibilità di realizzare questo documentario che per me non è solo lavoro. Ho conosciuto una terra dalla bellezza quasi incontaminata e sentinelle pronte a battersi spesso a mani nude e in solitudine per contrastare il potere delle multinazionali degli idrocarburi.”

Originale da Basilicata24.it - QUI


 

13 giugno 2026 (pubblicato qui il 13 giugno 2026)