El verdadero costo de la minería en páramos: Impactos ecológicos y económicos
Asociación Interamericana para la Defensa del Ambiente (AIDA)
AIDA, 2026 - 6 pp.
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páramos sono ecosistemi d'alta quota che si trovano tipicamente nelle regioni tropicali vicino all'equatore, soprattutto lungo la catena montuosa delle Ande. Sono habitat situati tra il limite superiore della foresta andina (circa 3.000 metri sul livello del mare) e i ghiacciai o le nevi perenni delle montagne (oltre i 4.500 metri circa sul livello del mare). Lì tutto avviene più lentamente: crescita, decomposizione e rigenerazione, a causa delle basse temperature, dell'eccesso di acqua nel suolo e della scarsa disponibilità di ossigeno e nutrienti.
Perché i paramos sono essenziali per la sopravvivenza della vita?
- Si tratta di spazi dove vivono e risiedono le comunità rurali e indigene. Possiedono inoltre un'immensa bellezza paesaggistica che favorisce il turismo naturalistico. Secondo il censimento del 2018, in Colombia vivono nei páramos oltre 76.000 persone, per lo più contadini.
- Ospitano zone umide d'alta quota che assorbono acqua durante la stagione delle piogge e la rilasciano lentamente durante la stagione secca. La scienza ha riconosciuto il loro eccezionale valore per l'approvvigionamento e la regolazione delle risorse idriche.
- Sono la principale fonte d'acqua per oltre 85 milioni di persone. Il 70% dell'acqua dolce consumata nelle principali città colombiane proviene dai páramos.
- L'acqua dei páramos alimenta bacini idrografici fondamentali che, a loro volta, sostengono i sistemi agricoli e zootecnici, contribuendo all'approvvigionamento alimentare della popolazione. Viene inoltre utilizzata da diverse industrie e per la produzione di energia.
- Sono dimora di una biodiversità unica: più di 3.370 specie vegetali e 250 specie animali. Sei specie vegetali su dieci sono endemiche.
- Sono straordinari serbatoi naturali di carbonio, il che li rende alleati indispensabili per mitigare la crisi climatica. Possono trattenere fino a dieci volte più anidride carbonica per metro quadrato rispetto a una foresta tropicale. Ad esempio, un ettaro di foresta tropicale può catturare tra 60 e 230 tonnellate di carbonio nella sua vegetazione superficiale, mentre un ettaro di suolo nei páramos colombiani può immagazzinare fino a 338 tonnellate di carbonio nei suoi primi 30 centimetri di profondità. In aree specifiche all'interno di un páramo, come le torbiere, la cattura di carbonio può raggiungere le 2.000 tonnellate.
In che modo l'attività mineraria su larga scala minaccia i páramos del continente?
- L'attività mineraria su larga scala rappresenta un rischio per i páramos, poiché estrae grandi quantità d'acqua e costruisce infrastrutture sulle zone umide, riducendone la capacità di regolare i flussi idrici. Inoltre, può contaminare questi ecosistemi con mercurio e altre tossine, causando la perdita di specie e compromettendo la qualità e la disponibilità dell'acqua nelle aree di pianura.
- L'attività mineraria sotterranea nei páramos può alterare le dinamiche del flusso delle acque sotterranee a causa dei processi di drenaggio utilizzati per prevenire il crollo delle gallerie. Ciò comporta, tra le altre conseguenze, l'esaurimento delle falde acquifere, l'abbassamento del terreno e l'inaridimento delle fonti idriche.
- L'attività mineraria rimuove la copertura vegetale e i suoli organici, degradando ecosistemi fragili come i páramos, indebolendo il loro ruolo di serbatoi di carbonio e rilasciando il carbonio immagazzinato.
In molti paesi della regione, non si riconosce ancora che l'attività mineraria può generare impatti duraturi, che possono protrarsi per secoli o millenni, periodi di tempo impossibili da prevedere con certezza. Un esempio sono i siti in cui vengono abbandonati i rifiuti minerari: le dighe di contenimento (che immagazzinano fanghi contenenti metalli pesanti) e le discariche (che contengono rocce e altri rifiuti solidi). Considerando che non sono progettati per essere dismessi, i loro effetti persistono indefinitamente. Negli Stati Uniti, ad esempio, il trattamento delle acque provenienti da questi siti ha un costo annuo compreso tra 57 e 67 miliardi di dollari. Questi impatti superano la capacità di gestione a lungo termine e generano elevati costi ambientali ed economici, spesso non inclusi nelle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA).
A Broken Hill, in Australia, uno dei più grandi giacimenti al mondo di argento, piombo e zinco è stato sfruttato con attività minerarie su larga scala, lasciando residui minerari, discariche e scavi proprio nel cuore della città. Nel corso del tempo, la città è cresciuta intorno alla miniera e oggi i residenti sono esposti a polveri di piombo e a terreni contaminati dai rifiuti minerari. Questi rifiuti contengono metalli pesanti che non si degradano e possono essere rilasciati per secoli dal vento e dalla pioggia, diventando un problema ambientale permanente per la comunità.
In che modo le comunità e la società civile stanno proteggendo i páramos?
I páramos dell’America Latina sono minacciati dalle grandi attività minerarie nonostante siano protetti da diversi strumenti del diritto internazionale ambientale
come la Convenzione di Ramsar, la Convenzione sulla diversità biologica e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Di fronte a questa situazione, le popolazioni indigene, le comunità contadine e i cittadini di tutta la regione stanno portando avanti strategie legali e giudiziarie per la loro protezione.
Di fronte all’attività mineraria aurifera, gli utenti finali dell’acqua del páramo di Santurbán in Colombia promuovono un’azione popolare con un approccio climatico per proteggere la zona cuscinetto del páramo. Grazie al loro impegno sono riusciti a ottenere la dichiarazione di una Zona di Riserva Temporanea libera dall’attività mineraria.
Le comunità contadine di Cajamarca, sempre in Colombia, hanno ottenuto una vittoria grazie al referendum popolare che ha respinto il progetto minerario La Colosa per l’estrazione dell’oro nella zona del páramo di Los Nevados, riaffermando la vocazione agricola del territorio. Attualmente stanno difendendo in sede giudiziaria la validità del referendum e dell’atto amministrativo che ha delimitato il páramo.
In Ecuador, la popolazione indigena Kichwa Saraguro sta portando avanti un’iniziativa a tutela del páramo di Fierro Urku, basata su un approccio incentrato sul clima e sui diritti della natura. In questo modo difendono oltre 27.000 ettari del páramo che, senza alcuna consultazione, sono stati concessi per l’estrazione di oro, argento
e rame.
A seguito di due consultazioni popolari che hanno sostenuto la conservazione del páramo di Quimsacocha in Ecuador, il popolo indigeno Kichwa Saraguro esige l’attuazione di un provvedimento di tutela che ha sospeso il progetto Loma Larga per l’estrazione di oro, argento e rame nel páramo fino a quando non saranno garantite la consultazione preventiva e la realizzazione di studi di impatto ambientale.
→ Originale in
spagnolo tratto da 
* Traduzione di Giorgio Tinelli per Ecor.Network