Giustizia climatica: spunti dal femminismo contadino e popolare

di La Vía Campesina


Justicia Climática, una mirada desde el Feminismo Campesino y Popular
La Vía Campesina
Movimiento Campesino Internacional, 2026 - 43 pp.


La pubblicazione è disponibile in varie lingue:

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Al Vertice dei Popoli di Belém, in Brasile, i popoli organizzati di tutto il mondo si sono impegnati, in una dichiarazione congiunta, a lanciare ufficialmente una pubblicazione grafica "Giustizia Climatica: Spunti dal Femminismo Contadino e Popolare", coordinata dall'Articolazione Femminile di La Vía Campesina e illustrata dal Collettivo Femminista FemGarabat.

Questo opuscolo è uno strumento vivo di educazione, mobilitazione e azione collettiva nelle aree rurali e urbane, il cui obiettivo è rafforzare l'organizzazione dal basso e convergere verso un'agenda unitaria: socio-ambientale, antipatriarcale, anticapitalista, anticolonialista, antirazzista e basata sui diritti, nel rispetto delle diversità e delle specificità, uniti per un futuro fondato sul
Buen Vivir.

Per il nostro movimento, il femminismo contadino e popolare offre una visione innovativa che mette in luce il ruolo delle donne contadine, indigene, pescatrici, pastore, raccoglitrici, stagionali, migranti e lavoratrici nei sistemi alimentari, nella cura dei territori e nel nutrimento della vita stessa. Sulla base di questa riflessione collettiva, proponiamo soluzioni concrete che emergono dai territori per affrontare le diverse​​​​​​​ crisi. Resistiamo all'avanzata del capitale con i nostri corpi, le nostre pratiche e conoscenze ancestrali: siamo difensore dei nostri territori e della vita stessa. Svolgiamo un ruolo strategico nella lotta contro il cambiamento climatico. Nelle nostre comunità rurali e indigene, pratichiamo un'agricoltura diversificata e senza pesticidi e proteggiamo le nostre risorse idriche, la terra e i mari, e questo è ciò che oggi sta raffreddando il pianeta.

Noi, donne contadine, indigene e appartenenti a minoranze nelle zone rurali, siamo custodi dei semi, trasmettitrici di conoscenze ancestrali, e al contempo guidiamo i processi nelle nostre comunità e nei nostri territori. Questa lotta è stata dura e ha richiesto una forte organizzazione e, soprattutto, formazione.

Attualmente, siamo protagoniste chiave nella formulazione di proposte concrete per raggiungere la giustizia climatica attraverso la sovranità alimentare, l'agroecologia contadina e rivendicando i diritti dei/delle contadini/e.

A questo proposito, l'opuscolo
Giustizia climatica: spunti dal femminismo contadino e popolare è uno strumento per rafforzare i processi di formazione all'interno del movimento e per coinvolgere la società. È composto da cinque capitoli che affrontano in modo critico le principali sfide e i percorsi verso una transizione climatica equa:

Il
primo capitolo analizza come l'agribusiness – attraverso l'accaparramento di terre, l'uso di prodotti agrochimici, la deforestazione e altre pratiche estrattive – contribuisca alla crisi climatica globale. Spiega inoltre come le "false soluzioni" promosse dall'agribusiness minino la sovranità alimentare.

Il
secondo capitolo introduce la sovranità alimentare, fondata sull'agroecologia contadina, come vera soluzione per "raffreddare il pianeta", sottolineando la necessità cruciale di riforme agrarie popolari. Attraverso passaggi essenziali, illustra come le conoscenze contadine, le pratiche agroecologiche e le economie locali possano sostenere un sistema alimentare equo, resiliente e sostenibile.

Il
terzo capitolo approfondisce il rapporto tra giustizia climatica e femminismo contadino e popolare, mettendo in luce l'impatto della crisi climatica su comunità e territori, in particolare sulle donne e sulle diversità nelle zone rurali. Allo stesso tempo, riconosce il loro ruolo centrale nella resistenza, nella resilienza e nella trasformazione. Vengono inoltre discusse le politiche pubbliche necessarie per affrontare queste disuguaglianze dal basso.

Il
quarto capitolo illustra le campagne e le strategie promosse da La Via Campesina e dai suoi alleati, tra cui la Campagna per fermare la violenza contro le donne, la Lotta per la riforma agraria, la Difesa delle sementi contadine, la Lotta contro gli agrofarmaci e l'organizzazione globale per resistere al potere delle multinazionali.

Il
quinto capitolo raccoglie esperienze di resilienza e resistenza territoriale provenienti da comunità contadine organizzate in diverse regioni del mondo. Dimostra che esistono già alternative valide e sostenibili per mitigare e adattare gli ecosistemi, evidenziando il ruolo delle donne in questo processo.

Infine, offriamo un glossario dei termini chiave relativi al clima, pensato per le nostre organizzazioni e comunità, al fine di migliorare la comprensione di questi argomenti.
È inoltre inclusa una bibliografia per approfondimenti e formazione.

Ora più che mai, dobbiamo promuovere sforzi collettivi per difendere la democrazia e la solidarietà internazionale, opponendoci all'estrema destra, al fascismo, ai movimenti fondamentalisti, alla guerra e alla finanziarizzazione della natura, nonché alla crisi ambientale.



* Illustrazioni: Femgarabat
** Traduzione di Giorgio Tinelli per Ecor.Network


Indice

1 Agroindustria e crisi ambientale

1.1 Il modello agroindustriale

1.2 Come funziona la filiera agroindustriale?

1.3 False soluzioni alla crisi climatica

2 Sovranità alimentare: come raffreddare il pianeta e nutrire le persone?

2.1 Agroecologia contadina

2.2 Cinque passi per raffreddare il pianeta

3 Giustizia climatica e femminismo contadino e popolare

3.1 Impatti della crisi climatica sulla vita delle donne

3.2 Il ruolo delle donne contadine e delle diverse comunità nella lotta per il clima

3.3 Azioni di politica pubblica a livello locale

4 I nostri strumenti di lotta

4.1 Campagna globale "Stop alla violenza contro le donne"

4.2 Campagna globale per la riforma agraria

4.3 Campagna "Semi contadini, patrimonio dei popoli al servizio dell'umanità"


 

18 luglio 2026 (pubblicato qui il 19 luglio 2026)