Latinoamerica, un cuerpo que camina
Mapeo de alternativas de economía social y solidaria en contextos extractivistas de América Latina
Mar Soler Masgrau
Entrepueblos, Muqui, Grufides, febbraio 2026 – 98 pp.
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PRESENTAZIONE

Secondo studi della Banca Mondiale,
i popoli indigeni del mondo rappresentano
il 6% della popolazione mondiale,
ma proteggono l’80% della biodiversità del pianeta.
E sono anche tra le popolazioni più colpite
dai conflitti socioambientali contro i progetti estrattivi.
María del Mar Parra - eldesconcierto.cl
Il nostro pianeta sembra soffrire di una malattia autoimmune, in cui il sistema di autocura e protezione finisce per attaccare il proprio organismo fino al punto di metterne a rischio la sopravvivenza. Gli anticorpi che si sono alterati e che, confusi, aggrediscono ciò che dà loro la vita sono senza dubbio molti degli esseri umani che abitano questo corpo-Terra.
Viviamo sotto logiche e strutture che ci portano a situazioni tanto assurde quanto quelle presentate nella citazione che apre questo testo, generando conflitti, difficoltà e disprezzo verso quelle cellule (persone, popoli) che non hanno ancora perso il loro scopo originario: essere custodi di quel corpo più grande che le ospita e alimenta.
L’economista ecologo cileno Manfred Max Neff dice che, più che una crisi ambientale, sociale o economica, siamo di fronte a una crisi creativa. E il saggio Albert Einstein, oltre ad alcune teorie rivoluzionarie, ci ha lasciato frasi preziose per l’evoluzione umana, come questa: “non si può risolvere un problema dallo stesso livello di coscienza o lo stesso prisma dal quale è stato creato”. Ci sono molti squilibri nel mondo attuale che chiedono attenzione urgente, ma è necessario, prima di questi, compiere un esercizio profondo di liberazione dalle catene psichiche che hanno imprigionato la nostra immaginazione. E per questo bisogna osare fare le cose con altre logiche.
La decostruzione della mente coloniale non è un compito facile e, come tutto, si impara con la pratica e con l’errore. In questo senso, questa Mappa Latinoamericana di progetti di Economia Sociale e Solidale in contesti estrattivisti ha voluto sfidare alcuni dei presupposti egemonici.
Da un lato, è stata realizzata attraverso un processo dai ritmi lenti e organici, sfidando la fretta, l’impazienza e il produttivismo occidentale. Dall’altro, si è data priorità alla cura nei confronti delle realtà dell’altro/a o verso la qualità e creatività del contenuto, lasciando da parte l’ambizione quantitativa del risultato. Questa è una ricerca sociale ma ha più linguaggio poetico che linguaggio accademico, più filosofia che scienza, poiché non intendiamo portare verità assolute ma domande, vissuti, intrecci e sentimenti.
È per tutto questo che presentiamo questa mappa sociale attraverso una metafora, condividendo una radiografia di un corpo malato in cerca delle sue potenzialità e di possibili terapie di riabilitazione.
La metafora non è solo una risorsa letteraria, ma funziona come linguaggio psichico e universale che può rompere barriere generate dalla disuguaglianza sociale, può esprimere processi mentali profondi, come sostiene Freud dalla psicoanalisi, creare nuove prospettive e rivelare aspetti della realtà che altrimenti non si percepiscono, come racconta Paul Ricoeur dalla filosofia, oppure essere uno strumento cognitivo essenziale per strutturare il nostro sistema concettuale, come affermano Lakoff e Johnson dalla linguistica cognitiva.
Parlare dei territori come corpi non solo ci aiuta a ricordare che effettivamente questi sono organismi viventi con ecosistemi interconnessi e interdipendenti, ma ci permette anche di identificarci e ricordare che siamo Natura, che i nostri corpi funzionano con le stesse logiche, che ciò che ci cura, cura anche la Terra, e ciò che la avvelena avvelena anche noi. Questa metafora, inoltre, si ispira a uno dei grandi contributi latinoamericani al pensiero contemporaneo: il concetto di Corpo-Territorio che emerge dal Femminismo Comunitario come una maniera di spiegare le analogie esistenti tra le violenze subite dai corpi delle donne e la Natura, suggerendo il Patriarcato come origine comune di entrambe. Una visione che troviamo anche all’interno dell’Ecofemminismo.
Procediamo allora a fare un po’ di (1) storia clinica del corpo latinoamericano, come contesto e giustificazione di questa mappa, seguendo con una (2) radiografia che ci permetta di presentare in forma sintetica le realtà dei paesi esplorati e le caratteristiche principali dei progetti di economia sociale e solidale mappati in essi; una (3) diagnosi dello stato di questo sistema immunitario attraverso gli studi di caso delle cinque iniziative che abbiamo approfondito; e, infine, una proposta di (4) terapia di riabilitazione in cui includiamo alcuni suggerimenti su come questa Mappa potrebbe continuare ad espandersi ed essere utile.
* Traduzione di Ecor.Network


