Patagonia: hidrógeno, tierra y viento
Latifundios para una transición energética injusta
Hernán Scandizzo
Observatorio Petrolero Sur, Argentina, 2025 - 59 pp.
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Esistono diversi approcci critici alla promozione dell'idrogeno verde come vettore
energetico. In questo rapporto, viene affrontato il problema dell'accaparramento di terre associato alla sua produzione. Questo processo è sostenuto da agenzie nazionali e provinciali che promuovono la Patagonia argentina come uno spazio incontaminato con venti eccellenti, ideale per l'installazione di parchi eolici e impianti per la produzione di idrogeno e dei suoi derivati.
Le estensioni necessarie per questi progetti sono incomparabili a quelle attualmente occupate dai parchi in attività. Sono stati individuati 11 progetti di produzione di idrogeno verde e derivati, distribuiti nelle province di Río Negro, Chubut, Santa Cruz e Tierra del Fuego. Una rapida stima della superficie destinata a questi progetti supera i due milioni di ettari: la sola area di Fortescue ne occupa circa 700.000.
Questi progetti richiedono vaste aree di terreno per la costruzione di parchi eolici e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nel caso del progetto Pampas, Fortescue ha previsto l'installazione di tre parchi eolici con una capacità complessiva di 2 GW nella prima fase e, nella fase finale, l'ampliamento fino a 15 GW. Il progetto Orkeke, della società tedesco-spagnola Nordex-Acciona, è di dimensioni simili, con 2,6 GW di potenza eolica installata. Ancora più grande è il progetto Gaucho, sviluppato dalla società austriaca RP Global; nella sua fase finale, punta a raggiungere una capacità eolica di oltre 8,7 GW. Il progetto Southern Cone Energy (CWP Global), suddiviso in tre cluster, arriverebbe invece a una capacità eolica di 25,5 GW, quasi sei volte la somma della capacità installata di tutti i parchi eolici attualmente operativi nel paese, stimata in 4,3 GW.
La Strategia Nazionale per lo Sviluppo dell'Economia dell'Idrogeno prevede una produzione annua di 5 milioni di tonnellate di idrogeno entro il 2050, il che richiederebbe 55 GW di capacità di energia rinnovabile. Vale la pena notare che l'attuale capacità di energia rinnovabile del paese è di 6,2 GW, mentre la sua capacità di produzione di energia elettrica è di 43,6 GW. Per raggiungere il suddetto obiettivo di produzione di 5 milioni di tonnellate all'anno di idrogeno verde e suoi derivati, l'attuale capacità di energia rinnovabile dovrebbe essere decuplicata e la rete elettrica più che raddoppiata.
Contenuti
Nella prima parte del saggio viene esaminato il ruolo attribuito all'idrogeno come vettore energetico e come fattore produttivo per la decarbonizzazione dei processi industriali, nonché l'interesse dei paesi del Nord del mondo, in primis la Germania, a promuoverne la produzione nei propri territori. Ci concentriamo inoltre sui vari progetti annunciati a partire dal 2021 e sulle politiche altalenanti dei governi nazionali e provinciali in merito alla loro promozione.
Nella seconda parte l'analisi è più approfondita sulla situazione nella provincia di Río Negro a seguito dell'investimento multimilionario annunciato dalla società australiana Fortescue Future Industries per la produzione di idrogeno verde e ammoniaca. Questo investimento ha comportato la concessione all'azienda del diritto di utilizzare fino a 650.000 ettari di terreni pubblici per il progetto, suscitando l'opposizione delle comunità Mapuche Tehuelche e delle organizzazioni ambientaliste. Esaminiamo inoltre l'occupazione di terreni produttivi per la costruzione di parchi eolici, nel quadro delle politiche di promozione delle energie rinnovabili attuate negli ultimi decenni, e ci concentriamo sul recente acquisto e affitto di terreni nel Chubut per la produzione su larga scala di idrogeno verde e dei suoi derivati. Questo processo di concentrazione fondiaria, come accennato, è una conseguenza dell'offerta della Patagonia come una tela bianca e, a differenza di quanto accade con i terreni pubblici, non incontra opposizione perché coinvolge accordi commerciali privati.
La sezione seguente è dedicata alla crisi del settore zootecnico nel Chubut e al suo rapporto con l'acquisto e la locazione di terreni per progetti di idrogeno verde. L'analisi verte su come, in questo contesto, i produttori decidano di vendere o affittare i propri terreni e come questa decisione di abbandonare l'allevamento e disboscare i campi influisca sugli altri produttori che cercano di rimanere a galla. Così come le tensioni che emergono in questo boom immobiliare, le asimmetrie nei contratti di locazione, la pressione sui proprietari terrieri affinché vendano i loro terreni e le alternative prese in considerazione per impedire che la produzione di energia eolica soppianti l'allevamento.
Infine, vengono esaminati i vari progetti di produzione di idrogeno verde e dei suoi derivati, annunciati a partire dal 2021, in particolare le origini delle aziende che promuovono questi progetti, i loro obiettivi, la capacità installata richiesta, se hanno acquistato o affittato i terreni e la loro attuale fase di sviluppo. Il nostro scopo è quello di contribuire a comprendere il contesto specifico che si cela dietro le attività di lobbying delle imprese a favore dell'idrogeno verde e di capire a che punto si è arrivati in questa pioggia di investimenti.
→ Originale in
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* Traduzione di Ecor.Network