Nelle ultime settimane, la provincia di Tucumán sta attraversando una situazione critica a seguito di diversi giorni di intensi temporali che hanno provocato l'esondazione dei fiumi, costretto all'evacuazione e creato gravi problemi in numerose località. Le condizioni peggiorano di giorno in giorno per migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e i propri averi, spesso rimanendo solo con gli abiti che avevano indosso.
Diverse stime indicano che circa 15.000 persone sono state evacuate o si sono autoevacuate in tutta la provincia, mentre oltre 1.000 rimangono ospitate nei centri di soccorso, per lo più scuole.
Secondo le informazioni del sistema di emergenza provinciale, ci sono sfollati o persone trasferite in diverse località, tra cui La Madrid (il caso più critico a causa dello straripamento del fiume Marapa), Aguilares, Juan Bautista Alberdi, Bella Vista, Graneros, Los Gómez, Santa Ana, Mancopa, Ingenio Leales, Santa Rosa de Leales, Esquina, Garmendia, Romera Pozo, Los Pereyra e parti di San Miguel de Tucuman. A Banda del Río Salí ci sono state evacuazioni preventive nei quartieri vicino al fiume Salí.
In tutta la provincia, le lezioni sono sospese, con numerose strade rurali bloccate e oltre 30 scuole che presentano problemi di accesso. Sebbene l'emergenza sia concentrata principalmente nella parte meridionale di Tucumán, il fenomeno coinvolge almeno una dozzina di località e numerose aree rurali, lasciando migliaia di persone senza casa.
Le zone più complicate
Una delle zone più colpite è La Madrid, nel dipartimento di Simoca, dove il livello dell'acqua ha raggiunto 1,5 metri all'interno delle abitazioni. Oltre 300 famiglie si sono rifugiate in zone più elevate o si sono stabilite lungo la Strada Statale 157 dopo aver dovuto abbandonare le proprie case.
Nel sud e nel sud-est della provincia, i dipartimenti di Graneros, La Cocha, Leales e Alberdi hanno numerose comunità allagate. In diverse zone rurali, gli aiuti devono essere trasportati per via aerea o fluviale, mentre alcune zone vicino a Taco Ralo e La Cocha sono rimaste isolate a causa dell'innalzamento dei livelli dei fiumi.
La capitale e la crescita urbana
A San Miguel de Tucumán, la tempesta ha causato allagamenti in diversi quartieri, soprattutto nelle zone basse a sud e sud-est della città. Si sono registrate strade completamente allagate, infiltrazioni d'acqua nelle case, evacuazioni isolate, marciapiedi e cordoli danneggiati dalla pressione dell'acqua e sistemi fognari saturi.
La crescita urbana a partire dagli anni '70 ha invaso aree naturalmente soggette ad allagamenti, ridotto la capacità di assorbimento del suolo e aumentato le superfici pavimentate. Di conseguenza, quando piove, l'acqua non riesce più a infiltrarsi nel terreno, scorre rapidamente attraverso strade e superfici impermeabili e finisce per accumularsi nei quartieri più bassi. A ciò si aggiunge un sistema di drenaggio delle acque piovane inadeguato, con canali di scolo obsoleti e sottodimensionati, che provoca allagamenti anche in caso di precipitazioni che non sono eccessive.
Questo problema non si limita alla capitale, ma fa parte di una dinamica più ampia di urbanizzazione e gestione del territorio che interessa l'intera area metropolitana di San Miguel de Tucumán e si manifesta anche nelle ricorrenti inondazioni delle città vicine al fiume Salí.
Una spiegazione che non può essere ridotta alla pioggia
Le intense precipitazioni sono un fattore determinante. In alcune zone sono stati registrati fino a 170 millimetri di pioggia in poche ore, un volume straordinario per la regione. Tuttavia, spiegare l'accaduto basandosi unicamente sulla quantità di acqua non è sufficiente. Diversi studi ambientali indicano che queste situazioni sono anche il risultato di trasformazioni territoriali accumulate nel corso dei decenni.
In questo contesto, il governatore Osvaldo Jaldo ha dichiarato che “sì, ci sono problemi", "sì, ha piovuto molto" e "sì, il governo si sta occupando dei residenti”, riferendosi all'operazione dispiegata dalla provincia per assistere le zone colpite.
Indubbiamente, le precipitazioni sono state molto intense e hanno avuto un impatto immediato su una regione che chiaramente non dispone delle infrastrutture necessarie per assorbire grandi volumi d'acqua in poche ore. Tuttavia, limitare la spiegazione del problema alla sola intensità delle piogge significa trascurare altre cause più profonde.
Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in guardia sul fatto che il cambiamento climatico sta alterando i modelli di precipitazione in molte regioni, tra cui la zona dell'Argentina settentrionale, portando a eventi più estremi concentrati in periodi più brevi. Questo fenomeno è un fattore significativo che deve essere considerato in qualsiasi politica di pianificazione territoriale. Tuttavia, ridurre il problema esclusivamente alla variabilità climatica significa trascurare i processi sociali, economici e ambientali che contribuiscono anch'essi ad aumentare la vulnerabilità di fronte alle inondazioni. Tra questi, la crescita urbana incontrollata, l'occupazione di aree soggette a inondazioni, il deterioramento o l'inadeguatezza dei sistemi di drenaggio e la mancanza di infrastrutture idrauliche a lungo termine. A ciò si aggiungono i cambiamenti nell'uso del suolo legati a modelli di produzione intensiva, all'agroindustria, alla deforestazione e alle trasformazioni del paesaggio rurale che alterano la naturale capacità del territorio di assorbire e regolare l'acqua.
In questo contesto, le ricorrenti inondazioni in varie parti della provincia non possono essere comprese unicamente come disastri naturali. Sono anche il risultato di processi storici di occupazione del territorio, decisioni politiche e modelli di sviluppo che hanno creato condizioni di crescente vulnerabilità per ampi segmenti della popolazione.
Fornire assistenza alle famiglie colpite è essenziale e rappresenta una responsabilità fondamentale dello Stato. Tuttavia, se la risposta si limita esclusivamente alla gestione dell'emergenza, il rischio è che il problema continui a ripresentarsi come è accaduto finora.
Un problema storico
Le inondazioni non sono una novità a Tucumán. Nell'entroterra della provincia la situazione è spesso anche più grave che nel capoluogo, poiché numerose città hanno subito ripetuti episodi per decenni senza una politica governativa mirata ad affrontare il problema.
Tra le località che hanno subito ripetute inondazioni figurano La Madrid, Juan Bautista Alberdi, Graneros, Arcadia e diverse zone rurali di La Cocha. In molte di queste località, tali eventi si ripetono dagli anni '90, causando evacuazioni, perdite economiche e l'isolamento delle comunità.
Nonostante Tucumán si trovi in una situazione di emergenza idrica dal 2007, non è stata ancora sviluppata una politica a lungo termine per la gestione del bacino idrografico e per le opere pubbliche strutturali volte a prevenire tali situazioni. In molti casi, le risposte del governo si sono limitate a misure di emergenza, come l'assistenza sociale, le evacuazioni o la riparazione delle strade, senza affrontare le cause profonde del problema.
Un esempio è il progetto del bacino idrico di Potrero de las Tablas, concepito per regolare il flusso dell'acqua e ridurre le inondazioni. Questo progetto è stato annunciato e riformulato in diverse occasioni a partire dalla metà del secolo scorso, ma non è mai stato realizzato. Di conseguenza, ogni volta che si verifica un temporale, interi paesi rimangono isolati e le famiglie perdono case e beni che spesso hanno impiegato anni ad acquistare (un frigorifero, una cucina, mobili di base) e che, nel mezzo dell'attuale crisi economica, risulta estremamente difficile ricomprare.
Di fronte a queste situazioni, la politica statale si è stata in gran parte una risposta permanente all'emergenza. Dopo ogni alluvione, viene attuato un piano di emergenza, vengono organizzate le evacuazioni, vengono distribuiti materassi, cibo ed altro e vengono annunciati progetti che spesso rimangono solo promesse. Quando l'acqua si ritira, il problema scompare dall'agenda pubblica fino alla successiva alluvione.
Le comunità più colpite sono in genere i quartieri più poveri, i lavoratori delle zone rurali e le piccole città dell'entroterra: luoghi con infrastrutture meno sviluppate e minore capacità di esercitare pressione politica. Per questo motivo, il problema spesso rimane invisibile, tranne quando il disastro raggiunge proporzioni eccezionali.
Ridurre la spiegazione di quanto accaduto al semplice "ha piovuto molto" è una spiegazione incompleta e politicamente comoda. L'attuale crisi dimostra che i disastri non sono solo il prodotto del clima, ma anche di decenni di trasformazione del territorio, degrado ambientale, progetti incompiuti e storico abbandono di numerose comunità interne. Senza profondi cambiamenti nella pianificazione territoriale e nel modello di sviluppo che la caratterizza, le inondazioni continueranno a ripetersi e, come sempre, a colpire duramente le comunità più vulnerabili.
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spagnolo su
- Originale tratto da: https://huelladelsur.ar/2026/03/13/tucuman-bajo-el-agua-una-crisis-anunciada/
* Traduzione di Ecor.Network