L'articolo che segue, tratto dal sito della Plataforma de Litigio Climatico de America Latina, offre una panoramica interessante degli inquinanti prodotti dal gas flaring e dalle emissioni di gas naturale degli impianti petroliferi. Inutile dire che riteniamo le conclusioni riduttive: la soluzione necessaria per arginare la catastrofe climatica e ambientale è l'uscita dall'economia fossile e da un modello di sviluppo basato sulla crescita illimitata.
Nelle città siamo esposti quotidianamente all'inquinamento atmosferico generato da veicoli, fabbriche e molto altro. Quando pensiamo alla foresta amazzonica, immaginiamo una realtà diversa: l'aria è pura, tutto è verde e le persone godono di ottima salute. Purtroppo, questa immagine contrasta radicalmente con la realtà dell'Amazzonia ecuadoriana, in particolare nelle aree influenzate dall'industria petrolifera. Lì, la combustione e l'emissione di gas fossili associati alla produzione di petrolio hanno un impatto negativo sulla salute e sulla qualità della vita dei suoi abitanti.
Un esempio emblematico è il caso Niñas contro il Governo dell'Ecuador, relativo all'autorizzazione del flaring e del rilascio di gas nei giacimenti petroliferi dell'Amazzonia ecuadoriana. In questo caso, la Camera Multicompetente della Corte Provinciale di Giustizia di Sucumbíos, accogliendo il ricorso in appello, ha dichiarato che "lo Stato ecuadoriano ha ignorato il diritto dei ricorrenti a vivere in un ambiente sano ed ecologicamente equilibrato, trascurando, attraverso questa attività inquinante, il loro diritto alla salute, non promuovendo l'uso di tecnologie ecocompatibili e di fonti energetiche non inquinanti e a basso impatto ambientale".

Che cos'è il gas fossile associato alla produzione di idrocarburi?
I giacimenti petroliferi dell'Amazzonia contengono una miscela di petrolio, gas e acqua racchiuso nel sottosuolo ad alta pressione. Sia il petrolio che il gas sono di origine fossile e sono prodotti della decomposizione di materia organica in assenza di ossigeno in condizioni specifiche: profondità comprese tra 760 e 4.880 metri e temperature tra 65 °C e 150 °C. Nel sottosuolo, le variazioni di queste due variabili – pressione e temperatura – sono responsabili della generazione di petrolio (composto da almeno 150 diversi tipi di idrocarburi!), gas e miscele di questi componenti.
Il gas fossile è quindi il risultato della degradazione della materia organica in condizioni di temperatura e pressione intense. Mentre alcuni materiali si trasformano in petrolio, altri si trasformano in gas. Il gas fossile è una miscela di vari composti come propano, etano e zolfo, ma è composto principalmente da metano (CH4). Il metano è considerato un inquinante climatico a breve durata perché si decompone nell'atmosfera dopo 7-12 anni. Tuttavia, in questo lasso di tempo relativamente breve, esercita un potente effetto serra, poiché il suo potenziale di riscaldamento è fino a 80 volte superiore a quello di una molecola di CO2. Pertanto, limitare oggi questo tipo di emissioni avrà effetti reali e duraturi nel prossimo decennio. La mitigazione delle emissioni di metano è urgente e rappresenta un'opportunità per limitare l'aumento della temperatura del pianeta.
Combustione e rilascio: cattive pratiche nel settore degli idrocarburi
Bruciare e rilasciare il gas fossile è la soluzione "facile" che l'industria petrolifera ha trovato per liberarsi del gas. Ma il facile è tutt'altro dall'essere corretto. Quando si estrae il petrolio, si estrae anche il gas dal giacimento. Se il gas non può essere utilizzato o venduto in superficie, viene rilasciato nell'atmosfera. Questa è una pratica inquinante che aggrava la crisi climatica ed è stata utilizzata per anni dai produttori di petrolio per smaltire il gas. Nella maggior parte dei casi, il gas viene bruciato in torce metalliche, una pratica comunque dannosa perché la combustione rilascia anche inquinanti atmosferici che causano gravi danni alla salute umana.
La combustione del gas irradia calore, producendo anidride carbonica (CO2) e acqua. Vengono rilasciati anche altri gas, come il solfuro di idrogeno (H2S), un gas acido che diventa distruttivo quando si mescola con l'acqua. Se questo gas e altri sottoprodotti della combustione nelle torce si mescolano con l'aria, le nuvole e la pioggia catturano i componenti tossici in sospensione e il carico inquinante trasforma la pioggia in pioggia acida. Le piogge che ricoprono l'intero territorio, cariche di inquinanti, raggiungono il suolo e le fonti d'acqua, recando danni ad ogni essere vivente. Qualcosa di simile accade con gli ossidi di azoto (NOx), che reagiscono con l'ossigeno (O2) presente nell'aria per produrre ozono troposferico, che ha effetti molto negativi sul sistema respiratorio e può causare infiammazione delle vie respiratorie, cancro ai polmoni e altri problemi di salute.
Il "venting" consiste nel rilascio di gas nell'atmosfera, con conseguente emissione di metano e altri gas attraverso le torce fredde. Sebbene non si possa vedere senza attrezzature specializzate, il risultato è una colonna di gas metano. Il metano è incolore, il che significa che le comunità e i residenti nelle vicinanze non possono essere certi se le torce stiano causando inquinamento o meno. Inoltre, il metano rilasciato riscalda l'atmosfera ed è un precursore dell'ozono troposferico, un inquinante dannoso per la salute e le colture, oltre ad essere un potente gas serra.
Il flaring e il rilascio del gas contribuiscono al riscaldamento globale e causano gravi problemi di salute nel tempo. Queste pratiche dannose stanno diventando sempre più comuni perché economiche e con scarsi controlli ambientali. Rilasciano continuamente sostanze inquinanti nell'aria, compromettendo non solo fattori vitali e salute delle persone nelle comunità vicine, ma anche gli ecosistemi, le risorse idriche, la fauna e la flora circostanti, soprattutto durante i periodi di esposizione prolungata.
In entrambe le pratiche, il gas associato alla produzione di petrolio è considerato un prodotto privo di valore economico e non si tiene conto del suo potenziale energetico, né dei suoi effetti inquinanti e aggravanti sulla crisi climatica.
Idealmente, il gas dovrebbe essere catturato e utilizzato come combustibile, ma le compagnie petrolifere evitano di investire in sistemi di cattura, stoccaggio, trasporto e distribuzione del gas. Non solo ignorano il gas come fonte di energia, ma anche il valore di territori liberi dall'inquinamento, il diritto delle persone nelle aree colpite a vivere in un ambiente sano e il diritto di ogni abitante del mondo a un clima stabile.
Spreco di risorse e inquinamento
Secondo la Banca Mondiale, nel 2024 il settore petrolifero e del gas ha bruciato o rilasciato nell'atmosfera almeno 151 trilioni di metri cubi di gas, una cifra record. Per dare un'idea della portata di questo dato, si tratta di quasi la metà del consumo europeo di gas e supera il consumo totale registrato nel 2023 dagli otto paesi che consumano più gas al mondo, tra cui Arabia Saudita, Canada, Giappone e Messico. Questi numeri dimostrano che il gas bruciato o rilasciato nell'atmosfera potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di interi paesi!
La Banca Mondiale stima che le emissioni di metano nel 2024 possono inquinare quanto 389 milioni di tonnellate di CO2 se l'efficienza nella combustione del gas fossile è del 98% e se solo il 2% del metano si disperde nell'atmosfera senza essere bruciato. Questo calcolo si basa sulle migliori condizioni di combustione possibili. Tuttavia, riconosce anche che un'efficienza di combustione inferiore di soli 4 punti percentuali, cioè del 94%, significherebbe un rilascio di metano tre volte superiore, ovvero 138 milioni di tonnellate di metano nell'atmosfera, oltre alle milioni di tonnellate di CO2 derivanti dalla combustione.
Combustione incompleta ed emissioni fuggitive
La combustione e il rilascio del gas rappresentano una fonte significativa di emissioni di gas serra che continuano ad aggravare la crisi climatica. L'efficienza della combustione del gas fossile è estremamente variabile, con percentuali che oscillano tra il 62% e il 99%, il che significa maggiori emissioni di metano quanto minore è l'efficienza.
Secondo l'IPCC, il flaring e il rilascio del gas sono classificati come emissioni fuggitive. Si riferiscono alle perdite di gas lungo l'intera catena di sfruttamento, produzione e raffinazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione e lavorazione del gas.
Le situazioni di emergenza sono forse l'unico caso in cui il flaring e lo sfiato possono essere considerati pratiche accettabili. Ciò si verifica quando la pressione dei sistemi aumenta e sua riduzione è necessaria per evitare di mettere in pericolo la vita dei lavoratori e dei residenti nelle aree circostanti. In caso di incendio, rottura di una valvola, danni alla catena di estrazione e produzione di idrocarburi o qualsiasi altro tipo di guasto che comprometta la stabilità del sistema, allora, e solo per brevi periodi di tempo, il flaring o il rilascio di gas possono essere considerati necessari.
Perché si deve evitare il gas flaring?
La combustione e lo scarico di gas non solo rilasciano grandi quantità di gas serra (GHG), ma anche precursori dei GHG, altri idrocarburi, particolato e carbon black (fuliggine). In particolare, il carbon black ha la capacità di assorbire la radiazione solare, esacerbando il riscaldamento delle aree in cui si concentra.
Purtroppo, l'inquinamento causato dalla combustione e dal rilascio di gas attraverso le torce è stato sottovalutato dall'industria, e sono pochi gli studi che lo contrastano. Nella maggior parte dei casi, le informazioni disponibili su questa pratica consistono in rapporti generali privi di dettagli sulle caratteristiche del gas o sul processo di combustione.
Cosa si può fare? Migliori pratiche e altre azioni
L'alternativa migliore e più ambiziosa è quella di implementare processi che non rilascino metano nell'atmosfera. Nel breve e medio termine, per affrontare il problema del rilascio o del flaring, l'alternativa è l'utilizzo del gas fossile. Ciò implica investimenti per coprire i requisiti tecnici e infrastrutturali necessari per il condizionamento, la compressione, il trasporto e lo stoccaggio del gas fossile. Più in dettaglio, le alternative alle pratiche dannose di flaring e rilascio sono:
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Reiniezione di gas nei giacimenti per conservarlo per un utilizzo futuro.
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Reiniezione di gas nei giacimenti per il recupero potenziato di petrolio.
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Utilizzo in situ o ex situ per la produzione di energia elettrica.
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Istallazione della catena di stoccaggio, trasporto e distribuzione fino ai consumatori finali.
La gestione e utilizzo del gas fossile non deve solo rispondere a criteri di fattibilità economica di un'alternativa, ma anche di corretta gestione di un inquinante atmosferico e di una sostanza pericolosa per la salute. Questo è un obbligo e una responsabilità dei produttori.
Considerazioni finali
Ridurre ed eliminare le emissioni di metano dal settore petrolifero e del gas, rappresenta una chiara opportunità per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra e forse mantenere il cambiamento climatico al di sotto dei 2°C, considerando che il raggiungimento dell'obiettivo di 1,5°C non sembra più realistico con il passare del tempo.
Limitare la combustione e il rilascio ai soli casi di emergenza, consente di ridurre le emissioni di gas serra, incluso il metano, e apre un'enorme finestra di opportunità nella nostra corsa per mantenere la temperatura del pianeta a livelli che permettano lo sviluppo stabile della vita.
Ridurre il rilascio e la combustione di gas fossile è una misura necessaria sia per mitigare i cambiamenti climatici, sia per garantire che le comunità storicamente colpite ricevano un risarcimento e vedano ripristinato il loro diritto a un ambiente sano. Esistono alternative, corredate da analisi di fattibilità tecnica ed economica, per la cattura, il trasporto e l'utilizzo finale del gas. Le linee guida per l'attuazione di queste alternative devono evolversi per considerare non solo i costi economici, gli investimenti e le royalties, considerando anche i costi ambientali e climatici derivanti dalla loro mancata attuazione.
Finora, il gas flaring e il rilascio del gas sono state pratiche comuni, ma ora devono essere eliminate, per garantire il diritto a un ambiente sano.
→ Originale in spagnolo
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* Traduzione di Ecor.Network