Dibattito in Italia

Civiltà ecologica, rivoluzione ecologica. Una prospettiva ecologico-marxista, di John Bellamy Foster - Antropocene.org
Civiltà ecologica, rivoluzione ecologica. Una prospettiva ecologico-marxista, di John Bellamy Foster - Antropocene.org

Sui nessi tra civiltà ecologica, marxismo ecologico e rivoluzione ecologica, e dei modi in cui i tre concetti, qualora considerati insieme dialetticamente, possano essere intesi nella direzione di una nuova prassi rivoluzionaria per il XXI secolo.


L'articolo è l’adattamento di una conferenza sul tema della civilizzazione ecologica tenutasi alla John Cobb Ecological Academy a Claremont, California, il 24 giugno 2022. La conferenza si pone sulla scia della Fifteenth International Conference on Ecological Civilization di Claremont (26-27 maggio 2022). Al discorso, rivolto ad un pubblico in larga parte cinese, è seguita una lunga intervista condotta da alcuni studiosi di marxismo ecologico, intitolata Why Is the Great Project of Ecological Civilization Specific to China?, che sarà pubblicata in contemporanea, come Monthly Review Essay, sul sito web della Monthly Review. Sia la conferenza che l’intervista saranno co-pubblicate in Cina dal Poyang Lake Journal.

 

L’illusione dell’idrogeno “verde” che non aiuta la transizione in Europa, di Elena Gerebizza - Altreconomia.it
L’illusione dell’idrogeno “verde” che non aiuta la transizione in Europa, di Elena Gerebizza - Altreconomia.it

L’idrogeno è tra le “soluzioni” alla crisi climatica più amate dalle corporation fossili e su cui fanno perno le diverse strategie per la decarbonizzazione dell’Unione europea. Non fa eccezione “RePower Eu”, il pacchetto di strategie presentato lo scorso maggio e orientato a “liberare” l’Unione dalla dipendenza dalla Russia per le forniture di gas, petrolio e carbone, ma anche da altre materie prime, entro il 2030. L’Ue fa riferimento all’idrogeno per lo più in maniera neutra, senza cioè specificare come o dove dovrà essere prodotto, con l’ambizione di arrivare a un’Europa decarbonizzata nel 2050 in cui l’unico idrogeno utilizzato sarà quello “verde”, ma aprendo nel frattempo a idrogeno di vari tipi. 

La nuova era dell’ecocene, Paolo Cacciari - Comune-info.net
La nuova era dell’ecocene, Paolo Cacciari - Comune-info.net

L’espressione transizione ecologica è entrata nel linguaggio pubblico, ma quelli che sono in alto hanno imposto la loro versione, i cui esiti non faranno che aggravare il collasso ecologico. Lo dimostrano la scandalosa inclusione del nucleare e del gas nei regolamenti europei sulla “tassonomia” (classificazione) degli investimenti ritenuti sostenibili dal punto di vista ambientale e quindi finanziabili, e il passo indietro sulla decarbonizzazione energetica con l’aggravarsi della guerra in Ucraina. Del resto, quando i movimenti dicono che viviamo da tempo una “mercificazione della natura” non usano una metafora: è in atto un vero progetto di trasformazione dei beni e dei servizi che la natura ci fornisce in asset finanziari. Avviene con la CO2 nella borsa valori di Londra, con l’acqua nella borsa di Chicago. Tuttavia esiste un altro modo di pensare. Scrive Paolo Cacciari: «Non è impresa facile sostituire l’avidità, l’individualismo, la competizione con la collaborazione, l’empatia, l’amore. Una vera transizione ecologica deve giungere a cambiare i modi di produzione e i modelli delle relazioni sociali, i rapporti con il vivente. Non si tratta di “guarire il pianeta”, ma di guarire il malanimo umano che lo sta distruggendo… La transizione ecologica è lo spazio dell’odierno conflitto sociale per realizzare una nuova società, liberata dai condizionamenti eteronomi del capitale, che apre la nuova era dell’ecocene…»
 

Noi non paghiamo! La risposta ecosocialista alla crisi energetica e al carovita, Marco Parodi -Anticapitalista.org
Noi non paghiamo! La risposta ecosocialista alla crisi energetica e al carovita, Marco Parodi -Anticapitalista.org

Circa 5 milioni di persone non hanno già pagato le bollette e risultano morose. Presto se ne aggiungeranno altre, molte di più, dato il consistente incremento delle bollette prossimo venturo.

L’Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha già annunciato a fine settembre l’adeguamento al rialzo del 59 per cento per la bolletta elettrica del quarto trimestre; la spesa per la luce per la famiglia tipo, in regime di tutela, sarà quindi nel 2022 di circa 1322 euro, rispetto ai 632 euro del 2021, con una crescita di quasi il 110 per cento. La situazione si complica ancora di più sul gas, dove il nuovo metodo di calcolo deciso da Arera, con l’aggiornamento mensile e non più trimestrale delle tariffe, consentirà di conoscere solo a novembre l’entità dei nuovi rincari, che gli analisti prevedono nell’ordine del 70 per cento, con una bolletta media del gas che potrebbe arrivare a sfiorare i 3 mila euro a famiglia, con una crescita del 117 per cento rispetto al 2021. Si tratta di dati approssimativi e comunque incapaci di catturare la variabilità tra le varie tipologie di famiglie, per la quale indagine occorrono altri metodi di stima. Resta, tuttavia, indiscutibile il livello di allarme.

Sovranità alimentare e territorio, Antonio Lupo - Comune-info.net
Sovranità alimentare e territorio, Antonio Lupo - Comune-info.net

Diciamo la verità, è difficile per tutti, anche per noi, sottrarci al chiacchiericcio e al nominalismo, cioè parlare (o peggio ancora urlare) per titoli e senza contenuti, metodi di cui i media italiani sono eccellenti maestri da molti anni. Dopo la nascita del nuovo “Ministero Agricoltura e Sovranità Alimentare”, vorrei tentare di approfondire quello che avevo scritto su Comune in maggio (L’ipocrisia della transizione ecologica), a proposito della necessità della sovranità energetica e sovranità alimentare.

L’Europa alla canna del gas: disastri e profitti in tempo di guerra, Giorgio Ferrari - Infoaut.com
L’Europa alla canna del gas: disastri e profitti in tempo di guerra, Giorgio Ferrari - Infoaut.com

L’espressione lessicale “essere alla canna del gas”, viene usata metaforicamente, tra il tragico e il grottesco, per rappresentare una situazione disperata tale per cui, volendo porvi fine, non resta che attaccarsi al tubo del gas e succhiare forte. Paradossalmente, dopo il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (NS1 e NS2), questa possibilità non è più a portata di mano della stragrande maggioranza della popolazione europea la quale, ben lungi dal volersi suicidare, avrebbe voluto continuare a “succhiare” il gas russo (magari tappandosi il naso).

Perché la “sovranità alimentare” non c’entra nulla con sovranismo e retorica “Made in Italy”, Riccardo Bocci - Altreconomia.it
Perché la “sovranità alimentare” non c’entra nulla con sovranismo e retorica “Made in Italy”, Riccardo Bocci - Altreconomia.it

Il cambio di nome del ministero della Politiche agricole segna l’inizio di un nuovo percorso per i movimenti che hanno pensato e si sono battuti per la “sovranità alimentare”: idee e pratiche alternative al modello liberista, nate dal confronto tra mondi diversi e basate su una forte rivendicazione di diritti. Per un’altra agricoltura.

"Il posto delle scorie", Gabriele D'Angelo - Essenziale.it

Nel marzo 2022, la Sogin, che si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari italiane, ha trasmesso al ministero della transizione ecologica la proposta di carta nazionale delle aree idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Ecco dove sono.

Ecosistemi in rivolta - Infoaut.org
Ecosistemi in rivolta - Infoaut.org

"The solutions are already here. Strategies for ecological revolution from below", firmato dall’attivista ecologista anarchico statunitense Peter Genderloos ed edito nel maggio 2022 da Pluto Press, è un interessante saggio che tenta di mettere in collegamento le esperienze globali di resistenza al capitalismo estrattivo e di delineare degli appunti per una strategia di opposizione efficace tanto agli aspetti più brutali e predatori dell’estrattivismo, quanto ai tentativi di sussunzione del cosiddetto Green New Deal: il ricavato del libro è e sarà interamente devoluto alle esperienze di lotta territoriale ed ecologista in Brasile, Venezuela ed Indonesia, lә cui attivistә sono statә intervistatә dall’autore per l’elaborazione dello scritto. In attesa di una traduzione complessiva dell’opera, abbiamo scelto di riprendere da IllWill un estratto del libro, riportando anche la breve, ma efficace, introduzione a cura del sito, che ha anche il pregio di rilanciare la lotta attualmente in corso nei boschi vicino Atlanta contro la deforestazione pianificata per consentire la costruzione di una nuova accademia di formazione per la polizia.

“Oscurare quel cazzo di sole”, di Paolo Cacciari - Comune-info.net
“Oscurare quel cazzo di sole”, di Paolo Cacciari - Comune-info.net

Sull’onda dell’emergenza – letali ondate di calore, carestie da siccità, inondazioni delle città costiere, pandemie, migrazioni bibliche… – arriverà il momento in cui verranno accettate anche le tecnologie più estreme, rischiose e costose. Loro, le società del business della bio-geo-nano-ingegneria lo sanno bene e si stanno preparando. “Oscurare quel cazzo di sole potrebbe essere meno rischioso di non farlo” ha detto il direttore della Solar Radiation Management Governance Initiative. Una recensione al testo di Elisabeth Kolbert Sotto un cielo bianco. La natura del futuro.

«Io sono una forza del Passato»: accenti ambientalisti in Pasolini, di Paolo Lago - Carmillaonline.com
«Io sono una forza del Passato»: accenti ambientalisti in Pasolini, di Paolo Lago - Carmillaonline.com

"Che c’entra Pasolini con l’ambiente e l’ecologia? C’entra, eccome se c’entra. D’altra parte, ogni volta che si voleva ricollegare Pasolini a tematiche ecologiche e ambientaliste, si è sempre tirato in ballo il famoso riferimento alla scomparsa delle lucciole, contenuto nell’articolo uscito sul «Corriere della Sera» il primo febbraio 1975 col titolo Il vuoto del potere in Italia e poi ribattezzato, nella raccolta degli Scritti corsari, come L’articolo delle lucciole."

Agricoltura. I passi del gambero, di Gianfranco Laccone - Comune-info.net
Agricoltura. I passi del gambero, di Gianfranco Laccone - Comune-info.net

Non sempre, quando si discute di clima e questioni ambientali, si percepisce la portata dell’impatto dell’agricoltura. Per stare solo ai dati forniti dall’Enea, essa è responsabile del 21% per tutte le emissioni antropiche di gas serra, mentre con la deforestazione incide per un ulteriore 11%. Consuma il 70% delle risorse idriche nel mondo, per allevamenti e coltivazioni, che diventa il 90 con quella che si usa per produrre gli alimenti trasformati. Non è la sola ma è certo una delle principali ragioni per rompere, come fa questo ampio e rilevante articolo di Gianfranco Laccone, la coltre di colpevole silenzio (soprattutto in Italia, dove le lobby restano fortissime), che avvolge le scelte dell’Unione Europea. 

Crisi climatica tra incendi apocalittici e la bufala della “transizione”, con Riccardo Laterza, Andrea Turco e Rosi Battaglia - Infoaut.org
Crisi climatica tra incendi apocalittici e la bufala della “transizione”, con Riccardo Laterza, Andrea Turco e Rosi Battaglia - Infoaut.org

Dopo la Francia e il Portogallo anche l’Italia, da giorni, brucia in incendi difficili da controllare. Il fronte più caldo del nostro paese è quello del Friuli Venezia Giulia, dove da qualche giorno il Carso arde fin dentro la Slovenia.  Nelle prime ore di oggi i dati delle PM10 risultano “molto alti”, con valori in alcune zona anche pesantemente fuori scala: 1.609 microgrammi di pm10 al metro cubo.

Rigassificatore di Piombino, oltre ogni ragionevole dubbio. Verso il collasso climatico, di Linda Maggiori - Pressenza.com
Rigassificatore di Piombino, oltre ogni ragionevole dubbio. Verso il collasso climatico, di Linda Maggiori - Pressenza.com

Sebbene il governo Draghi sia caduto proprio sul decreto Aiuti, sembra che non ci sia spazio per un ripensamento. E così il decreto ora convertito in legge, oltre all’inceneritore romano, permette di installare i rigassificatori galleggianti a Piombino e Ravenna senza Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Un precedente pericoloso per ogni territorio, così che per motivi di emergenza nazionale, la valutazione di impatto ambientale sarà un blando optional.

Seveso e le catastrofi del passato da cui non si vuole imparare nulla, di Francesca Faccini - Iltascabile.com
Seveso e le catastrofi del passato da cui non si vuole imparare nulla, di Francesca Faccini - Iltascabile.com

Il 10 luglio 1976 è un sabato. Al confine tra i comuni di Meda e di Seveso, tra l’alto milanese e la Brianza, il sole è già molto caldo: le finestre delle case sono spalancate, i bambini sono fuori a giocare nell’attesa del pranzo. Alle 12:37 la valvola di sicurezza di uno dei reattori del reparto B dell’industria chimica ICMESA (Industrie Chimiche Meda Società Azionaria) si rompe: dalla fabbrica di cosmetici si sprigiona in pochissimo tempo un odore acre e fastidioso che raggiunge Meda, Seveso – il territorio più colpito –, Cesano Maderno e Desio. Come verrà rivelato solo dopo qualche giorno, si tratta di una nube di diossina. Il 10 luglio 1976 rimarrà nella storia come una delle più gravi catastrofi ambientali accadute in Italia, avvenimento che spingerà l’Unione Europea a pensare a una politica comune per prevenire e affrontare i grandi rischi industriali portando all’approvazione della cosiddetta direttiva Seveso, poi più volte aggiornata negli anni, che impone tra le altre cose agli Stati membri di identificare e censire i propri siti a rischio, di elaborare un piano di prevenzione ed emergenza, di informare correttamente i cittadini che abitano nelle zone limitrofe. Rimangono escluse da tutte le direttive i siti di radiazioni ionizzanti, perché già regolati dalla normativa in campo nucleare, e i siti militari – come i poligoni militari in Sardegna, sospettati di essere la causa di malattie e deformazioni in esseri umani e animali.

Ci sarà ancora un domani? di Guido Viale - Comune-info.net
Ci sarà ancora un domani? di Guido Viale - Comune-info.net

Tutti i fenomeni attraverso cui è destinata a manifestarsi questa fine del mondo sono già in gran parte presenti: ghiacciai e calotte polari che si sciolgono, siccità e desertificazione, alluvioni che non vi pongono rimedio ma ne aggravano gli effetti, mare che si infiltra nelle falde, prosciugamento degli acquiferi, incendi che distruggono le foreste, non più moderati dall’umidità di suolo e piante e dalla scarsità di acqua per spegnerli, tifoni e diffusione di malattie nuove che non si riesce più a controllare. Sono tutti fenomeni in gran parte irreversibili.

Questa transizione energetica non s'ha da fare, di Giorgio Ferrari - Labottegadelbarbieri.org
Questa transizione energetica non s'ha da fare, di Giorgio Ferrari - Labottegadelbarbieri.org

Ricordate lo slogan siamo ancora in tempo che qualche anno fa riassumeva la necessità, a livello globale, di modificare il paradigma energetico per attutire l’impatto dei cambiamenti climatici? Beh, forse è il caso che l’insieme del mondo ambientalista e di quella parte della politica più sensibile alle sorti del pianeta, lo rivolga al proprio interno per rivedere l’approccio fin qui tenuto nei riguardi della transizione energetica. 

Radio Melting Pot: cambiamenti climatici e migrazioni - Meltingpot.org
Radio Melting Pot: cambiamenti climatici e migrazioni - Meltingpot.org

Cambiamenti climatici e migrazioni. Questo è il tema della nuova trasmissione di Radio Melting Pot.
Ne parliamo alla luce della pubblicazione del secondo volume del sesto Rapporto IPCC delle Nazioni Unite che ci restituisce un quadro allarmante. Già ora circa la metà della popolazione mondiale, più di 3 miliardi di persone, vive in aree e in contesti ambientali fortemente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

Contro la nocività: Operaismo ed ecologia nel Lungo ‘68, di Lorenzo Feltrin - Effimera.org
Contro la nocività: Operaismo ed ecologia nel Lungo ‘68, di Lorenzo Feltrin - Effimera.org

È da poco uscito il libro di Gianni Sbrogiò L’autonomia di classe a Porto Marghera: Lotte e percorsi politici tra gli anni sessanta e settanta (Agenzia X, 2022) che offre una versione aggiornata di alcuni materiali già pubblicati in Quando il potere è operaio: Autonomia e soggettività politica a Porto Marghera (1960-1980) (Manifestolibri, 2009) a cura di Devi Sacchetto e Gianni Sbrogiò. Sono anche stati resi disponibili online tutti i numeri di Lavoro zero e Controlavoro, la rivisita e il bollettino del gruppo operaista di Porto Marghera.[i] È quindi un’ottima occasione per proporre in rete il testo “Contro la nocività”, una delle prime elaborazioni sistematiche del gruppo sul tema.

Petrolio: tra ecocidi e consumismo - Saverio Pipitone - labottegadelbarbieri.org
Petrolio: tra ecocidi e consumismo - Saverio Pipitone - labottegadelbarbieri.org

Il petrolio è una delle materie prime più adoperate al mondo. Dal 1950 ad oggi, la produzione è costantemente incrementata da 500 milioni a oltre 4 miliardi di tonnellate annue. Stati Uniti e Europa sono insieme i principali consumatori con il 40% di una richiesta globale pari a 90-99 milioni di barili al giorno e, da previsioni di mercato, raggiungerà 110 milioni nel 2050. L’industria petrolifera conta una decina di migliaia di piattaforme di trivellazione, sia offshore (mare) che onshore (terraferma), e qualche centinaia di grandi raffinerie, per un trasporto tramite navi cisterna, treni cargo e oleodotti.

"La transizione delle trivelle", di Maria Rita D'Orsogna - Comune-info

il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha approvato il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree idonee (PiTESAI), anche se la notizia arriva solo il giorno 11 febbraio. Cosa prevede questo PITESAI? Trivelle dappertutto. Transizione energetica sostenibile un paio di stivali.

A lungo ce l’hanno tirata con il “caro gas” della seconda metà del 2021, aggiungendo la falsa equivalenza trivelle uguale risparmio in bolletta. E questo per farla bere all’italiano medio che magari ci crede pure. E così sulla scia di questo miraggio arriva il via libera all’aumento della produzione nazionale di gas e petrolio a partire dall’Adriatico, Ravenna in primis, e alla mappa in cima dei siti idonei alle trivelle.

"Ambiente e capitalismo: la convivenza impossibile" - Cambiare-Rotta.org e Contropiano.org

L’infarto ecologico del Pianeta è ormai da qualche decennio sotto gli occhi di tutti. La conoscenza di questo fenomeno risale almeno al Rapporto sui limiti dello sviluppo, pubblicato dal Club di Roma nel 1972. Da allora le previsioni scientifiche si sono fatte sempre più precise, attendibili, verificate nella realtà. Con margini di incertezza sempre più sottili e un negazionismo sempre più radicale.

"Il libro del mese - Viaggio nell’Italia dell’Antropocene", di Simone Ogno - Recommon.org

Già nel sottotitolo, Viaggio nell’Italia dell’Antropocene. La geografia visionaria del nostro futuro di Telmo Pievani e Mauro Varotto (Aboca, 2021), lascia intendere di non essere un libro come gli altri.

Può la geografia essere visionaria?  La risposta è “sì”, perché la visione che Pievani e Varotto ci restituiscono è quella di una geografia italiana stravolta dalle conseguenze del cambiamento climatico, quando, nel 2786, la fusione completa delle calotte glaciali continentali avrà causato l’innalzamento del livello del mare di 65 metri. Una geografia che si guarda allo specchio con le lenti del presente e getta lo sguardo in avanti: una visione di sé tra più di settecento anni, se nulla sarà fatto per contrastare la sfida onnicomprensiva del nostro tempo.

"IA: né intelligente, né artificiale", di Tiziano Bonini - Doppiozero.com

Il merito del libro di Crawford è quello di rendere estremamente visibile l’infrastruttura planetaria che si nasconde dietro lo sviluppo e la diffusione di sistemi di IA e di rappresentarci questa infrastruttura come la versione contemporanea di precedenti forme di industria estrattiva. La creazione di sistemi di IA è strettamente legata allo sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie del pianeta, di manodopera a basso costo e di dati su amplissima scala

"Il capitale contro i beni comuni/2", di Ian Angus - Antropocene.org

"Il capitale contro i beni comuni" è una serie di articoli sul primo capitalismo e l'agricoltura in Inghilterra.
Nella prima parte è stato discusso il ruolo centrale della proprietà condivisa e dei diritti comuni nell'agricoltura precapitalista. In questa si  descrive come la diffusione del capitalismo agrario nel XVI secolo si fondò sulla la distruzione dei beni comuni, lo sfratto degli affittuari, la Riforma ed il successivo furto dei beni ecclesiastici. Furono così avviate le due tipiche trasformazioni dell'accumulazione primitiva: terra rubata che diventa capitale e produttori senza terra che diventano lavoratori salariati.

L'imbroglio ecologico di Dario Paccino: l'introduzione - Perunaltracitta.org
L'imbroglio ecologico di Dario Paccino: l'introduzione - Perunaltracitta.org

Pubblicato nel 1972 da Einaudi nella prestigiosa collana “Nuovo Politecnico”, L’imbroglio ecologico accoglieva le istanze sociali che dagli anni Sessanta cominciavano a denunciare con forza il nesso tra assetto capitalistico del lavoro, salute, nocività in fabbrica e degrado ambientale. Al centro del lavoro di Paccino vi è la dimostrazione che il rispetto dell’ essere umano e della natura è strutturalmente incompatibile con il modello di sviluppo capitalistico, con un’economia di mercato che produce a prezzi sempre più bassi beni di consumo sempre meno utili e con una obsolescenza programmaticamente sempre più breve. Per gentile concessione della casa editrice “ombre corte” pubblichiamo l’introduzione al libro.

"Nucleare Auf Wiedersehen! Riflessioni sull‘addio al nucleare della Germania", di Giorgio Ferrari - Pressenza.com

Fra un anno esatto a partire da oggi la Germania metterà fuori servizio gli ultimi tre reattori nucleari ancora in funzione: Isar 2, Emsland e Neckarwestheim 2, ma già da questo 31 dicembre 2021 saranno spenti quelli di Gundremmingen C, Grohnde e Brokdorf. Per la gran parte dell’opinione pubblica è probabile che questi nomi non stiano ad indicare niente di più che dei punti su una carta geografica, piccole località come tante altre in Europa a cui è toccato in sorte di ospitare un impianto nucleare; ma per quelli che hanno la mia età e che nei primi anni settanta si battevano contro il nucleare, i nomi di Grohnde e Brokdorf richiamano momenti indimenticabili. 

Creare un mondo di molti mondi, di Ugo Morelli - Doppiozero.com
Creare un mondo di molti mondi, di Ugo Morelli - Doppiozero.com

“Il nostro obiettivo è capire come il mondo si stia muovendo di fronte a una congiuntura necessaria, che non è altro che il prodotto di una contingenza”. Se la contingenza è la crisi ambientale e climatica, come ci stiamo muovendo in questa situazione che ci pone di fronte a una necessità di agire? Ovvero, disponiamo di una teoria e di una prassi politica del nostro futuro planetario? Queste sono le domande da cui prendono le mosse Geoff Mann e Joel Wainwright in un libro che ci riguarda tutti e sollecita le nostre responsabilità rispetto alle profonde trasformazioni in corso negli ambienti delle nostre vite, [Il nuovo Leviatano. Una filosofia politica del cambiamento climatico, Treccani, Roma 2019, edizione originale 2018].

Clima, disuguaglianze e lotta di classe, di Daniel Tanuro - Redongreen.it
Clima, disuguaglianze e lotta di classe, di Daniel Tanuro - Redongreen.it

Durante la COP26 a Glasgow, un’informazione scioccante è stata data ai delegati dal direttore dell’Istituto di Potsdam (PIK), Johan Rockström: mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C e nel rispetto della giustizia climatica, l’1% più ricco della popolazione mondiale dovrà dividere le sue emissioni per trenta entro il 2030; il 50% più povero, invece, potrà moltiplicarle per tre.

L’ecologia di Marx (alla luce della Mega-2), di Alain Bihr - Antropocene.org
L’ecologia di Marx (alla luce della Mega-2), di Alain Bihr - Antropocene.org

I quaderni di lettura di Marx dedicati alle scienze della natura, redatti in buona parte negli ultimi anni della sua vita e resi pubblici dalla nuova edizione delle opere complete di Marx ed Engels (MEGA-2),  sono la testimonianza di uno sforzo incessante finalizzato a cogliere la totalità del capitalismo.
Fondamentale, nella ricostruzione delle numerose osservazioni che Marx sparse in tutta la sua opera sul degrado dell'ambiente, è il lavoro del filosofo e storico giapponese Kohei Saito, che fa emergere la connessione interna fra l'ecologia e la critica dell'economia di Marx.
Del suo recente libro, edito in Francia, pubblichiamo una recensione ragionata di Alain Bihr, tradotta e ripresa da Il pungolo rosso

In America Latina tira un brutto clima, di David Lifodi - labottegadelbarbieri.org
In America Latina tira un brutto clima, di David Lifodi - labottegadelbarbieri.org

“Última línea de defensa”, l’ultimo rapporto della ong inglese Global Witness, informa che, almeno un terzo degli attacchi mortali di cui sono vittime gli ambientalisti in America latina, è legato allo sfruttamento intensivo delle foreste, all’estrazione mineraria, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche e all’agroindustria. Ne sanno qualcosa le organizzazioni contadine e le comunità indigene, dal Brasile al Cile, dalla Colombia al Messico, fino all’Honduras e al Caribe.

Civitavecchia: un caso nazionale, di Mario Agostinelli - labottegadelbarbieri.org
Civitavecchia: un caso nazionale, di Mario Agostinelli - labottegadelbarbieri.org

La riconversione da carbone a rinnovabili della centrale di Civitavecchia Torrevaldaliga Nord costituisce un caso esemplare di conflitto tra le politiche energetiche previste a livello accentrato da un PEN ancorato alla reiterazione di un modello centralizzato e sorretto sostanzialmente da fossili ed una coscienza larga e determinata della popolazione di un territorio in tutte le sue espressioni – sindacali sociali associative e politiche – tesa a sperimentare un diverso paradigma energetico: in armonia con la biosfera, duraturo e desiderabile, come si conviene in una fase di drammatica emergenza climatica.

La schizofrenia energetica - di Giorgio Ferrari - labottegadelbarbieri.org
La schizofrenia energetica - di Giorgio Ferrari - labottegadelbarbieri.org

Il dibattito, ampio e a tutto campo, che riguarda il tema della transizione ecologica è spesso attraversato da una sorta di schizofrenia concettuale che riguarda l’inquadramento stesso del problema: si tratta di cambiare il modo di produrre l’energia, o si tratta di cambiare i “connotati” più marcati di questa società?

LIVE STREAMING NO EXIT #1: Antropocene con Gennaro Avallone
LIVE STREAMING NO EXIT #1: Antropocene con Gennaro Avallone

Per il ciclo di seminari "NO-EXIT", #TALK1 - Antropocene con Gennaro Avallone a The Spark Creative Hub, Napoli.
Adam Arvidsson dialoga con Gennaro Avallone, Sociologo dell’ambiente dell’Università di Salerno sul tema dell’Antropocene:
- Quale futuro ci prospetta nell’antropocene?
- Quali sono le nuove condizioni per l’azione politica?
- Quali motivi per sperare o disperare?

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Il Rapporto IPCC e la narrativa del cambiamento climatico - di Francesco Gonella
Il Rapporto IPCC e la narrativa del cambiamento climatico - di Francesco Gonella

Èstato pubblicato qualche tempo fa l’atteso rapporto del Gruppo di Lavoro I (Working Group 1, WG1) dell’IPCC, intitolato “Cambiamenti Climatici 2021 – La basi fisico-scientifiche”. Si tratta di un ponderoso documento (migliaia di pagine) redatto da centinaia di scienziati ed esperti sulla base di decine di migliaia di risultanze del lavoro di gruppi di ricerca da tutto il mondo. Costituisce la prima parte del Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) dell’IPCC, che sarà completato nel 2022 e che è articolato nel lavoro dei 3 gruppi: WG1 (situazione geofisica e scenari), WG2 (impatti e adattamenti), WG3 (mitigazione e politiche). Il WG1 identifica quindi i contenuti scientifici su cui si è raggiunto un consenso significativo a livello mondiale, raccontando la situazione corrente in termini di global warming effettivo e di contributo antropogenico. Vengono inoltre definiti i cosiddetti “scenari”, ciascuno corrispondente a un certo intervallo di aumento della temperatura, che viene quantitativamente correlata alle emissioni di gas serra nei prossimi anni/decenni secondo i modelli e le osservazioni più accreditate. Per avere indicazioni specifiche sulle possibili strategie, le politiche e le soluzioni da utilizzare bisognerà invece aspettare i rapporti degli altri due gruppi di lavoro.

L’imbroglio ecologico - di Dario Paccino
da Carmillaonline.com
L’imbroglio ecologico - di Dario Paccino

Torna in libreria il volume di Dario Paccino, L’imbroglio ecologico, pubblicato originariamente nel 1972 da Einaudi, con una nuova edizione curata da Ombre corte che, nella scheda di presentazione, ricorda come alla sua uscita il testo accogliesse "quelle istanze sociali che dagli anni Sessanta cominciavano a denunciare con forza il nesso tra assetto capitalistico del lavoro, salute, nocività in fabbrica e degrado ambientale. Al centro del lavoro di Paccino vi è la dimostrazione che il rispetto dell’uomo e della natura è strutturalmente incompatibile con il modello di sviluppo capitalistico, con un’economia di mercato che produce a prezzi sempre più bassi beni di consumo sempre meno utili e con una obsolescenza programmaticamente sempre più breve. Denunciando la contraddizione fra l’apparente e improvviso amore per l’ecologia dei paesi ricchi e industriali, esploso nei primi anni Settanta, e i devastanti inquinamenti, guerre, distruzione delle foreste – inevitabili conseguenze del successo economico dei ricchi e che colpiva e rendeva più poveri i due miliardi di abitanti poveri del pianeta –, Paccino ribadiva con forza che l’ecologia pensata e tradotta politicamente senza aver presenti i rapporti di produzione e di forza sociali, rappresentava ipso facto un imbroglio. È quest’uso ideologico e mistificato della natura che l’autore contesta e problematizza in tutto il suo lavoro teorico e militante, cercando di mettere al centro del dibattito i rapporti di potere ed i meccanismi socio-economici che determinano lo squilibrio, con l’obiettivo di dare vita a una ecologia conflittuale finalizzata a costruire un rapporto equo ed armonico tra gli esseri umani, le organizzazioni sociali e la natura. Non c’è dubbio che quanto era già chiaro cinquant’anni fa, oggi appaia ancora più drammaticamente evidente, in epoca di pandemie, riscaldamento globale e sfruttamento illimitato delle fonti energetiche»

 

Capitalismo verde - di Paolo Cacciari
da Infoaut
Capitalismo verde - di Paolo Cacciari

Servirebbe una nuova teoria del valore che non facesse discendere il valore delle cose dal prezzo dei suoi fattori e nemmeno dal loro valore d’uso, ma dalla loro consistenza ai fini della preservazione della vita sulla Terra.

Ecologia di lotta o di governo? Recensione:
da Carmilla Online
Ecologia di lotta o di governo? Recensione: "La seconda contraddizione del capitalismo" - di James O’Connor

Con la pandemia Covid per la prima volta si sarebbe manifestata, con simultanea virulenza a livello mondiale, quella seconda contraddizione del capitalismo di cui parla O'Connor, uno dei padri nobili dell’eco-marxismo, nei due articoli usciti originariamente alla fine degli anni Novanta nella rivista Capitalism Nature Socialism e riuniti nel libro pubblicato da Ombre Corteo.

Il devastante costo ecologico e umano dei metalli rari, indispensabili per la cosiddetta “rivoluzione verde”
Da: Si-Cobas.org
Il devastante costo ecologico e umano dei metalli rari, indispensabili per la cosiddetta “rivoluzione verde”

Il libro di Pitron recensito in questo articolo dà un’idea piuttosto approssimativa, ma sufficiente, della devastazione ambientale e umana che la ricerca e l’estrazione di questi minerali determina. Anche ammesso che l’auto elettrica possa essere un po’ meno inquinante dell’auto a benzina, a gpl o a metano, la sua produzione ha effetti drammatici nei paesi del Sud del mondo. Un’uscita capitalistica dall’inquinamento ambientale prodotto dal capitale, da qualsiasi lato la si guardi, è del tutto impossibile. L’ecologismo o è anti-capitalistico (in senso rivoluzionario), o non è: bisogna risalire dalla lotta contro gli effetti della catastrofe ambientale in corso alla lotta contro le sue cause.

Se al metano diamo (ancora) una mano
Da: Jacobin Italia
Se al metano diamo (ancora) una mano

L’Enel ha presentato progetti di nuove centrali a gas in tutto il paese con l’approvazione e il finanziamento dei governi Conte e Draghi, con buona pace della transizione ecologica che ci dovrebbe assicurare il ministro Cingolani.